MOOC: imparare online, davvero

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MOOC: imparare online, davvero

Nane Cantatore

Pubblicato il 27 Aug 2021

I mesi della pandemia hanno visto l’ingresso, nella vita di milioni di persone, della didattica a distanza. In Italia, si è trattato dell’ennesima occasione perduta: tra connessioni troppo spesso scadenti, device inadatti e contenuti improvvisati, la DAD ne è uscita malissimo. Tanto che (quasi) ogni discorso sulla scuola e la formazione e su come organizzarla inizia con la totale sconfessione delle soluzioni online. Non c’è troppo da stupirsi, visto che in questo caso convergono la grande diffidenza nazionale verso l’innovazione tecnologica, l’impreparazione al digitale e la cronica scarsità di risorse per scuola, università e formazione di ogni tipo.

Chi ha fatto esperienza dei MOOC (massive open online courses), però, spesso racconta una storia ben diversa. L’idea di base è quella di realizzare materiali formativi di alta qualità, con sistemi interattivi di valutazione dell’apprendimento ed esami on line, accessibili anche a distanza. Un MOOC fatto bene è un vero e proprio corso, paragonabile a un esame universitario o l’insegnamento di una materia scolastica, e si compone di quattro elementi:

  • le lezioni vere e proprie, con il docente in video e un ampio uso di slide, filmati e altro materiale di supporto;
  • un sistema di test e domande che permette allo studente di verificare l’apprendimento durante il corso;
  • materiale didattico digitale (con testi completi in formato ebook e altra documentazione) disponibile sulla piattaforma del corso;
  • forum e altri strumenti di discussione per il dialogo tra studenti e docenti, dove discutere, chiarire, approfondire.

Alla fine del corso, un esame valuta il livello di apprendimento conseguito, spesso certificato da un diploma valido a tutti gli effetti. Non si tratta di una grande novità; anzi, a riconoscere il grande potenziale dei MOOC nel dare accesso all’istruzione di qualità fu, già nel 2014, lo stesso Barack Obama.

I MOOC sono asincroni; vale a dire che sono “pacchetti chiusi” sempre accessibili, che quindi possono essere fruiti secondo i tempi di apprendimento e le disponibilità di ognuno. Ciò permette anche di realizzare notevoli economie di scala: dato che i fruitori di un MOOC sono molti più degli studenti normali di un corso, il costo pro capite si abbassa drasticamente. Queste due caratteristiche li rendono particolarmente adatti a facilitare l’accesso all’istruzione di qualità a tutti, anche a chi ha poco tempo, orari non conciliabili con la frequenza dei corsi normali o scarse disponibilità economiche.

In una società che punta, e giustamente, molto sull’istruzione, la riqualificazione professionale e il lifelong learning, i MOOC sono una risorsa importantissima. L’accesso generalizzato, economico e flessibile all’istruzione, oggi, è una priorità sociale a tutti i livelli e per tutte le età. Alcuni paesi, come la Germania, se ne sono resi conto da tempo, come mostra questo link risalente a ben prima della pandemia.

Come si diceva, in Italia quella della didattica a distanza è stata, almeno per la scuola, un’occasione perduta. Si è chiesto agli insegnanti di improvvisare competenze che non avevano, senza dar loro nessuno strumento reale. Il risultato è che molti si sono limitati a ripetere il modello delle lezioni in classe su altre piattaforme, ovviamente con una grossa perdita di efficacia e di qualità.

Proprio per questo, potrebbe essere utile fare il punto sulle soluzioni disponibili e sviluppare una vera scuola digitale, in cui le tecnologie siano integrate alla didattica e al lavoro degli insegnanti. Non è facile farlo, se non altro perché richiede la capacità di mettersi in discussione e di provare nuove soluzioni. Ma questo sembra uno dei temi su cui è più importante impegnarsi e investire, per provare a vivere, se non nel futuro, almeno nel presente.

Sono felice di vederti qui!

Sono Michele Laurelli, fondatore di Algoretico. Quello che hai letto è solo una piccola parte di ciò che facciamo. Curioso di scoprire di più?

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