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Michele Laurelli

Pubblicato il 17 Feb 2020

Internet è un luogo di libertà. Internet è uno strumento potente.

Libertà. Perché in rete vengono raccolte soggettività, idee, progresso. Strumentalità. Perché è luogo di informazioni che vengono non solo raccolte, ma comunicate e quindi plasmate. Internet mi permette di arrivare dove voglio. Internet mi permette di portare le persone dove voglio. Chi vive oggi immerso in questa realtà complessa fatta di vita e rete non può più ignorarne il funzionamento, le potenzialità, le pericolosità.

Come viene usata l’informazione? Come è espresso il messaggio? Perché è arrivato proprio a me? Dove vuole portarmi? Io ho iniziato a farmi queste domande quando mi sono ritrovato a studiare programmazione neuro linguistica, e continuo a farmele ancora oggi che lavoro con le AI. Cercare di comprendere come funzionano le intelligenze artificiali è capire anche come funziona la nostra mente. Capire quanto è potente e affascinante. Vedere dove è più solida o fragile. Dove è attaccabile.

Noi esseri umani abbiamo un modo di pensare che spesso ci porta velocemente da A a B, da una causa a un effetto magari non reale, anche in buonafede. Si chiamano “cognitive bias”, in italiano traducibili come “scorciatoie cognitive” o “pregiudizi cognitivi”. Li abbiamo imparati, li mettiamo in moto costantemente. Questi tracciati sono schemi che ci permettono di agire, di pensare, di ragionare. È il nostro modo comodo di vedere il mondo. Li abbiamo appresi osservandoli, in maniera del tutto passiva.

Quando sono in atto questi tracciati la nostra capacità critica è assente o ridotta al minimo. Questo il mercato lo sa, e lo sa anche la politica. La conoscenza e lo sfruttamento dei bias cognitivi sono per questo alla base sia della propaganda sia del marketing. Conoscerli porta un gruppo ad assumere valori da difendere con violenza, conoscerli trasforma un gruppo in clienti.

Dai bias cognitivi nasce il successo della fake news.

Dai bias cognitivi nasce un nuovo marketing, estremamente efficiente. Ho iniziato per questo un progetto di divulgazione scientifica sui temi dell’intelligenza artificiale e della programmazione neurolinguistica del Marketing cognitivo. Uscirà un libro.

Dai bias cognitivi partiremo. Per chi vorrà seguirmi, pubblicherò qui tutte le settimane informazioni utili a capire cosa siano e su come possano essere utilizzati. Per riconoscerli in noi stessi, per informare altri, per fare marketing intelligente, per non essere traviati. Non parleremo solo di questo, ma anche di intelligenza artificiale e di programmazione. Di molti temi necessari.

Internet, come tutti gli strumenti, non è né positivo né negativo. Ma può cambiare faccia in base a come lo si usa, a quale intenzione c’è dietro. Conoscendone i meccanismi possiamo riconoscere quando lo subiamo. Vedere una parte di noi nella rete. Usarla a nostro vantaggio.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Sono felice di vederti qui!

Sono Michele Laurelli, fondatore di Algoretico. Quello che hai letto è solo una piccola parte di ciò che facciamo. Curioso di scoprire di più?

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