Celle telefoniche, spostamenti e coronavirus: ci stanno spiando?

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Celle telefoniche, spostamenti e coronavirus: ci stanno spiando?

Michele Laurelli

Pubblicato il 25 Mar 2020

Qualche giorno fa Fabrizio Sala, assessore per la Ricerca e l’Innovazione della regione Lombardia, ha annunciato l’avvio di misure di controllo sulle celle telefoniche: un modo per monitorare i movimenti illeciti dei cittadini durante questo periodo di emergenza sanitaria.

Questo significa che qualcuno ci sta spiando? Si tratta di una limitazione delle nostre più basiche libertà personali?

Non esattamente. È infatti necessario capire che cos’è esattamente unacella”, e dunque comprendere i veri confini di queste scelte governative.

  • Cosa sono, concretamente, le celle telefoniche?

I sistemi radiomobili a cui fanno riferimento i nostri cellulari suddividono il territorio in “celle”, tutte connesse a una “home-cell” centrale. Gli operatori, attraverso una serie di algoritmi piuttosto semplici, possono utilizzare i dati ricevuti nella home-cell per funzioni statistiche, come ad esempio quanti utenti sono attivi in una determinata cella – con l’intento di monitorare e ottimizzare costantemente i funzionamenti delle reti telefoniche.

Questo sistema che traccia ogni singolo telefono è fondamentale: se non ci fosse non potremmo ricevere correttamente chiamate, messaggi e così via.

  • Chi può usare i dati dei nostri spostamenti?

Visionando questi movimenti degli utenti nelle varie celle è dunque in teoria possibile prendere atto di eventuali spostamenti da una porzione di territorio a un’altra?

Di norma no. Perché gli operatori dei sistemi radiomobili sono autorizzati a utilizzare questi dati soltanto per valutazioni statistiche: non possono essere presi i dati di ogni singolo utente per tracciarlo, è permesso soltanto l’utilizzo dei dati in forma anonima e aggregata. E ovviamente nulla può essere divulgato o concesso a terze parti.

Ci sono però delle eccezioni: su tutte le intercettazioni telefoniche o la ricostruzione di movimenti in seno a indagini legate a fatti criminosi.

L’emergenza sanitaria in corso può rientrare nel ventaglio di eccezioni che permettono al governo di tracciare i movimenti dei singoli cittadini?

In teoria . Ma i dati delle celle non sono precisi: riguardano principalmente il traffico aggregato di utenti e l’indirizzamento delle comunicazioni. A differenza del Gps, che traccia davvero singolarmente ogni dispositivo, le celle telefoniche sono realizzate in dimensione variabile (da pochi metri a molti chilometri), quindi la loro funzione è assolutamente imprecisa se si vuole davvero mappare lo spostamento di un singolo individuo.

  • Tutto questo serve davvero?

Dunque è evidente che la regione Lombardia abbia deciso di monitorare le celle telefoniche dei residenti con un motivo: rendersi conto in maniera generica se, sommariamente, i cittadini stanno effettivamente rispettando i divieti di movimento imposti dall’emergenza sanitaria.

I dati delle celle sono grossolani, non permettono di tracciare capillarmente i singoli individui. Permettono però di comprendere in linea di massima i movimenti aggregati da cella a cella.

Le celle nella realtà cittadine come Milano sono piccole, tanto che non è improbabile che muovendosi all’interno della propria casa si possa passare da una cella a un’altra: per questo il dato generale è necessariamente impreciso, oltre a non determinare alcuna forma di vero “spionaggio” da parte del governo.

A oggi, dunque, questo tipo di scelte possono essere un’indicazione sommaria per avere contezza dei movimenti dei cittadini, ma sicuramente non determinanti e non del tutto affidabili.

Come ha sottolineato il professore Antonio Capone, preside della Facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano, l’utilizzo di questi dati sarebbe stato più utile all’inizio dell’emergenza, quando era circoscritta a piccoli comuni come Codogno: in quel caso sarebbe stato possibile rendersi conto più concretamente dei movimenti dei cittadini positivi al virus.

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Sono Michele Laurelli, fondatore di Algoretico. Quello che hai letto è solo una piccola parte di ciò che facciamo. Curioso di scoprire di più?

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